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Il fumo ha un impatto negativo sulla risposta ai vaccini anti-Covid

17 Febbraio 2022

Il fumo ha un impatto negativo sulla risposta ai vaccini anti-Covid. È quanto emerge da una revisione della letteratura scientifica fatta dai ricercatori del CoEhar, il Centro di eccellenza per la riduzione del danno da fumo dell'università di Catania, in collaborazione con gli atenei di Pavia e Milano.

Nell'analisi, dal titolo "The effect of smoking on humoral response to Covid-19 vaccines: a systematic review of epidemiological studies", sono stati esaminati 23 articoli, con un campione di soggetti analizzati che varia da 74 a 3.475 partecipanti e con una proporzione di fumatori studiati tra il 4,2% e il 40,8%. In 17 studi dei 23, i fumatori hanno mostrato un titolo anticorpale più basso o un abbassamento più rapido delle IgG (le immunoglobuline G) indotte dal vaccino rispetto ai non fumatori. Il risultato del team arriva a conferma di un altro dato già diffuso lo scorso gennaio in un precedente studio (denominato Vasco), che ha dimostrato come gli anticorpi indotti dal vaccino anti-Covid-19 diminuiscono più velocemente nei fumatori.

«Sebbene non siano ben noti i meccanismi alla base del dato anticorpale estrapolato dalla complessità della risposta immunitaria ai vaccini contro il Covid-19 - afferma Pietro Ferrara, medico epidemiologo e ricercatore dell'università di Pavia - questi risultati sembrano confermare l'ennesimo impatto negativo del fumo sulla salute umana e sulle alterazioni della risposta immunitaria ai vaccini, indebolendo le difese dell'organismo contro le conseguenze cliniche delle infezioni».

«L'abitudine tabagica influenza la proliferazione dei linfociti e delle altre cellule del sistema immunitario - spiega il fondatore del CoEhar, il professore Riccardo Polosa - indicando risposte immunitarie difettose. I fumatori rispondono meno ai vaccini e sono dunque più a rischio. Individuare gli elementi che possono influenzare la loro risposta è fondamentale per valutarne efficacia e durata ed eventuali precauzioni terapeutiche. Servono più risposte ma è su questo che stiamo continuando a lavorare».