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Quanti Majorana: domenica alla Città della Scienza lo spettacolo sullo scienziato catanese in chiusura della mostra “Balle di Scienza”

26 Maggio 2016

La parabola della vita di Ettore Majorana, inserita nel contesto della storia e della rivoluzione scientifica del primo Novecento e la straordinaria coincidenza della sua vicenda biografica con i suoi studi, fino a farsene metafora. Domenica 29 maggio alle 20,30, nel cortile della Città della Scienza (via Simeto 1, Catania), verrà messa in scena la narrazione teatrale "Quanti Majorana" scritta e diretta da Roberta Raciti e interpretata da Bruno Torrisi, con elaborazioni video di Mario Cosentino.

Lo spettacolo – che debuttò a Catania nel 2013 in occasione della ‘Notte dei ricercatori’ - rappresenta l’evento di chiusura della mostra “Balle di Scienza. Storie di errori prima e dopo Galileo” allestita alla Città della Scienza di Catania, curata dall’Infn e promossa dall’Ateneo, sugli abbagli, le bufale, le false credenze e gli errori fatti dall’uomo nel suo percorso di conoscenza del mondo e di scoperte scientifiche “per caso” che hanno contribuito, nel corso dei secoli, al progresso del pensiero scientifico.

Nella piece – spiega Raciti - “viene esplorato non tanto il mistero della scomparsa, quanto piuttosto la parabola della sua vita. Se un uomo decide di scomparire è affare suo e dei suoi cari. Se un fisico nucleare scompare è affare di alcuni altri. Se scompare un anno prima dello scoppio della seconda guerra mondiale - “la guerra degli scienziati” -, il rumore della Storia ne fa un affare di Stato. Se dopo tutti questi anni ancora non se ne sa nulla, la scomparsa diventa mistero e il mistero affare letterario. Se la polizia, la storia, il tempo non sono riusciti a fare luce, non c’è che da accontentarsi di consolatori finali romanzeschi. Oppure… Oppure interpellare la scienza”.

“La mia ricerca di Ettore – conclude l’autrice - non guarda fuori, perché fuori è solo la scena muta, la cornice… letteratura se vogliamo; non guarda dentro l’uomo… quella è psicologia; ma dentro il suo mondo, perché è lì che qualcosa lo ha catturato ed è lì che Ettore si è lasciato catturare”.

Ufficio Comunicazione e Stampa
Università di Catania
Mariano Campo